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Intraprendere le professioni della scienza e coltivare attraverso il proprio lavoro la passione per l’ambiente naturale: il progetto che ha preso avvio questa settimana al Liceo Calini di Brescia, in collaborazione anche con il Parco dell’Adamello, si focalizza su questi obiettivi e lo fa in un contesto internazionale.
Da lunedì 19 fino a venerdì 23 marzo 2018 il liceo ha ospitato 15 studenti polacchi e 15 croati che, insieme ad altrettanti compagni italiani hanno svolto un intenso programma di lavoro: dopo una prima formazione tecnica e una visita al Depuratore di Verziano, si sono trasferiti in Valle Camonica, dove hanno studiato le caratteristiche del Fiume Oglio nella sua porzione più settentrionale con il supporto diretto di GRAIA e di Parco dell’Adamello. A conclusione dell’esperienza sul campo si è svolta l’analisi dei dati e la definizione dei primi risultati. In valle, i ragazzi saranno associati e sostenuti da alcune classi dell’I.I.S. Meneghini di Edolo, dell’I.I.S. Ghislandi di Breno e dell’I.I.S. Olivelli Putelli di Darfo B.T.
Il progetto, finanziato dal programma europeo Erasmus+, prevede complessivamente sei mobilità. Nei prossimi tre anni ogni paese organizzerà due di questi meeting per gli studenti per affinare il metodo di lavoro e arrivare alla definizione di una proposta progettuale efficace e che veda definiti: strumenti, metodi, sistemi valutativi, tempistiche, e ogni elemento utile alla piena realizzazione del progetto in altri contesti.
Gli studenti coinvolti direttamente nelle mobilità nell’arco dei tre anni saranno all’incirca un centinaio, tra italiani, polacchi e croati. Essi avranno anche la possibilità di conoscere la cultura e la vita quotidiana dei rispettivi paesi, utilizzando l’inglese come lingua veicolare. Un altro centinaio di studenti provenienti da alcune scuole della Valle Camonica saranno in parte coinvolti nelle attività sia sul campo che negli eventi disseminativi.
Sito del Progetto: www.writtenonwater.eu
Lo studio e l’utilizzo delle piante, o di parti di esse (fiori, foglie, frutti, radici etc.), ha origini antiche. Da sempre infatti l’uomo è affascinato e attratto dalla scoperta e conoscenza del mondo naturale, dal quale, fin dall’antichità, trae fonti di sostentamento e preziose sostanze medicinali.
Il Parco Adamello, grazi alla collaborazione con il celebre botanico Enzo Bona, per ciascun mese dell’anno propone la scoperta di un fiore che lo caratterizza. Si è scelto di adottare un taglio molto semplice e divulgativo, per ampliare il più possibile la platea degli utenti.
Un gesto di bellezza per scoprire qualcosa in più sulle nostre montagne, un piccolo gesto per conoscere meglio la fantastica natura che ci circonda.
| Gennaio | *** | |
| Febbraio | *** | |
| Marzo | Campanellino di Primavera |
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| Aprile | Anemone Epatica |
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| Maggio | Campanula a foglie di pesco |
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| Giugno | Orchidea sambucina |
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| Luglio | Campanula dell'arciduca |
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| Agosto | Doronico di Clusio |
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| Settembre | Ciclamino comune |
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| Ottobre | Euphrasia delle Alpi |
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| Novembre | Colchico autunnale |
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| Dicembre | Rosa di Natale / Ellebro nero |
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In occasione del nuovo anno scolastico *** si ripropone il Programma Didattico Sistema Parchi, finalizzato a promuovere la conoscenza delle aree protette e agevolare visite guidate all’interno dei parchi regionali per scuole di ogni ordine e grado.
Vivere un’esperienza a contatto con la natura è una delle avventure più belle che gli studenti possano provare e ricordare. Ed è anche un’occasione per interessare le nuove generazioni alla bellezza del territorio e alle problematiche della sua salvaguardia.
Gli ecosistemi presenti in Lombardia hanno una continuità territoriale e sono fra loro connessi ed interdipendenti a formare un SISTEMA TERRITORIALE, un sistema ricco e complesso gestito e salvaguardato dalle aree protette.
Per questo motivo la Comunità Montana di Valle Camonica promuove la conoscenza del Parco dell’Adamello attraverso un programma ricco di proposte accattivanti per far comprendere ai ragazzi la ricchezza del territorio e per capire come viene valorizzato e gestito attraverso le aree protette.
I fili conduttori che consentiranno agli studenti di esplorare il territorio saranno: le risorse naturali (gli ecosistemi, la flora e la fauna di Lombardia), la storia e l’architettura del parco, le forme dell’acqua e la geomorfologia del territorio.
La Comunità Montana-B.I.M. di Valle Camonica Parco copre il 60% dei costi per l’accompagnamento sul territorio di ciascuna classe per le Scuole che si trovano all’interno del territorio della Comunità Montana e il 40 % per le classi appartenenti a Scuole esterne al territorio della Comunità Montana di Valle Camonica. La quota restante, rispettivamente pari ad euro 56,00 per le classi della Valle Camonica e ad euro 84,00 per le classi esterne alla Valle Camonica – oltre, in generale, ai costi di trasporto – sarà a carico delle Scuole.
Iscrizioni entro il _ (salvo esaurimento fondi disponibili, per il quale farà fede la data di iscrizione.
Leggi tutto …I progetti di educazione ambientale
Casa del Parco di Vezza d’Oglio
Alternativa Ambiente
Via Nazionale, 132
25059 Vezza d’Oglio (BS)
Tel. 0364 76165
Responsabili: Matteo Astori, Chiara Baccanelli
www.alternativaambiente.com
La Casa del Parco è situata a Vezza d’Oglio, in Alta Valle Camonica, nella parte settentrionale dell’area protetta, dove il Parco Regionale lombardo confina con il Parco Nazionale dello Stelvio. La struttura si trova in una delle zone più belle e ricche dal punto di vista naturalistico e paesaggistico dell’intero territorio protetto.
Il Centro Visitatori del Parco è composto da un Centro di Educazione Ambientale, un Punto Informazioni del Parco ed un Museo Naturalistico aperti tutto l’anno.
La Casa del Parco nel suo insieme è gestita da Alternativa Ambiente, piccola realtà che svolge attività di educazione ambientale rivolta a famiglie e adulti, tra le quali primeggiano passeggiate per osservare la fauna alpina, escursioni per ascoltare il bramito dei cervi, concerti in quota di musica classica, escursioni serali per osservare la volta celeste, visite guidate al Museo Naturalistico, trekking con docili asini, escursioni invernali con le racchette da neve (ciaspole) diurne e serali ed escursioni e week end micologici.
Aspetto fondamentale per la Casa del Parco è la collaborazione con gli Istituti Scolastici, locali e non, di ogni Ordine e Grado, che si articola in molteplici attività: uscite naturalistiche nel Parco, giornaliere o di più giorni in autunno, inverno e primavera; progetti accoglienza in autunno all’inizio dell’anno scolastico aventi lo scopo di affiatare i gruppi classe neo-formati (prime classi) e di consolidare i rapporti tra elementi della stessa classe ed anche tra gli stessi ed i propri docenti; settimane bianche tra neve, natura e sci; settimane verdi con una notte in tenda per fine anno scolastico.
Oltre al Centro Visitatori la Casa del Parco è costituita anche da una parte ricettiva, l’Ostello Casa del Parco dell’Adamello: la struttura infatti è idonea ad ospitare singoli, famiglie, gruppi e scolaresche (anche con persone diversamente abili) durante tutto il corso dell’anno.
Diverse le possibilità per soggiornare presso la Casa del Parco dell’Adamello: per singoli, coppie e famiglie viene offerto il trattamento di pernottamento e prima colazione (B&B). Per gruppi (minimo 15 persone) è offerto, su richiesta, il servizio in mezza pensione e pensione completa. Inoltre per gruppi che ne facciano richiesta è possibile anche la formula in autogestione.
La Casa del Parco offre, per i propri Ospiti, il piccolo giardino, la Sala Didattica (sala con grande schermo per la visione di filmati e diapositive) ed anche l’ampio parcheggio antistante la struttura.
Associazione LOntànoVerde
392 927 6538
348 459 5374
Il Parco Adamello, LOntano Verde e Comune di Paspardo, anche grazie al contributo della Fondazione Cariplo, della Regione Lombardia e della Provincia di Brescia, hanno collaborato per dare vita ad un luogo dove privilegiare il rapporto diretto – quasi fisico – tra uomo e biodiversità, un luogo “magico” dove è possibile effettuare emozionanti incontri con alcune delle specie presenti sulle Alpi (animali non più idonei al rilascio in natura), percepire la complessità del sistema di relazioni che permette la vita sul pianeta e comprendere quanto sia importante dare un contributo concreto alla tutela della biodiversità attraverso il proprio comportamento quotidiano.
Il Centro Faunistico, esteso su una superficie boscata di 7 ettari all’interno dell’area protetta, è accessibile anche a persone con disabilità motorie e a non vedenti.
Un sentiero-natura, attrezzato con pannelli didattici e suggestive altane in legno che si elevano tra le chiome dei pini silvestri, percorre tutta l’area faunistica tra le chiome dei grandi alberi dove si apre uno splendido panorama sulla Concarena, il Pizzo Badile e il fondovalle camuno.
Il Centro ospita cervi, caprioli, rapaci, ricci e altri animali non più idonei al reinserimento in natura a seguito di incidenti o traumi. La cura della fauna selvatica ferita o debilitata è un’attività che risponde ad una molteplicità di istanze di natura scientifica, conservazionistica ed etica.
Il Centro Faunistico propone diversi percorsi che hanno in comune la tutela dell’ambiente e, l’idea alla base dei progetti, è quella di un sistema formativo integrato: da una parte il territorio come aula didattica decentrata; dall’altra la scuola come luogo dove diffondere una nuova etica ecologica, cioè un sistema di valori atto a promuovere un comportamento e un pensare ecologicamente orientato. L’insegnante/l’educatore, da traspositore di informazioni, diventa così un animatore in grado di sollecitare le curiosità intellettuali, di avventurarsi insieme in percorsi di ricerca! L’allievo, non è più soggetto passivo, ma occupa una posizione centrale con le sue motivazioni e le sue idee! Si configura così un’educazione ambientale che non è una materia ma è un linguaggio, un metodo, che mira a costruire una mentalità capace di pensare che “il mondo è tutto attaccato”!
Casa del Parco – Ex Colonia Villa Ferrari
Sede di Cevo
Via Roma, Località Canneto
25040 Cevo (BS)
Casa del Parco di Cevo
(la struttura attualmente è chiusa al pubblico)
In una cornice alpina di straordinaria bellezza, su un poggio dal quale si domina gran parte della Valle Camonica e delle valli adiacenti, sorge “Villa Ferrari”, una dimora alpina, realizzata all’inizio del secolo scorso, acquistata dalla Comunità Montana di Valle Camonica, ente gestore del Parco Adamello e ristrutturata.
La destinazione della villa è quella di Centro Parco: far vivere la struttura ponendola al centro delle attività didattiche e turistiche della Valsaviore e del Parco Adamello.
Nella struttura di Villa Ferrari, è da allestito un interessante museo con minerali e testimonianze della cultura locale.
Leggi tutto …Le strutture del Parco
Datare con certezza le origini del Badalisc è impossibile perché è frutto di una tradizione che si tramanda oralmente di generazione in generazione.
Pur mancando fonti scritte, alcuni studiosi ritengono che le vere radici siano nascoste tra le migliaia di figure incise sulle rocce di Valle Camonica. Esistono somiglianze tra il Badalisc ed altri miti che popolano l’intero arco alpino, alcuni diffusi addirittura nella stessa Valle Camonica e in Val Trompia, crocevia alpini con i vicini Trentino Alto Adige e Valtellina, patrie d’elezione del mitologico uomo selvatico. Altre figure affini sono il Krampus, “artiglio” in antico germanico, diffuso in alcune regioni a lingua tedesca (Alto Adige, alcune valli friulane, Baviera e Tirolo) e raffigurato come un demone che accompagna San Nicolò.
Il discorso “’ntifunada” è molto simile alle Bosinade o Businade: composizioni (in prosa o poesia, scritti o improvvisati) satiriche che denunciano le malefatte della comunità. Queste usanze, attestate nel XVI sec., erano diffuse in tutta l’Italia settentrionale e deriverebbero dalle celebrazioni “purificatorie” di Capodanno.
Il presunto legame tra il Badalisc ed il mito del Basilisco, un fantastico serpente che incenerisce ogni cosa su cui posa lo sguardo, diffuso nell’Italia settentrionale, anche a Cevo, presenta invece aspetti problematici ancora tutti da chiarire.
Barozzi, Varini (a cura di), Atlante Demologico Lombardo. Il Bresciano, Fondazione Civiltà Bresciana, 2001
www.badalisc.it
www.demologia.it/brescia.htm
www.krampus.it
www.vallecamonicacultura.it
www.worldlingo.com
Nel Parco Adamello sono racchiuse splendide testimonianze dell’architettura rurale alpina, in parte conservatesi fino ad oggi, che attestano l’utilizzo, ma anche l’attenzione ed il rispetto che i nostri antenati hanno dedicato al territorio. Molti fabbricati non sono purtroppo giunti a noi integri nella loro straordinaria bellezza, poichè lo spopolamento della montagna ha provocato un graduale abbandono dell’attività agricola tradizionale e con essa si è verificato il costante degrado di questo patrimonio storico-culturale, che il Parco sta ora cercando di recuperare e valorizzare. In un’economia agricola, quale è stata fino a pochi decenni fa quella camuna, l’importanza dell’allevamento del bestiame e dell’utilizzo dei pascoli, dai fondovalle alle quote più elevate, è un dato inconfutabile. L’attività agricola tradizionale si sviluppava su più piani altimetrici nelle diverse stagioni dell’anno: a suo servizio sono stati costruiti edifici rurali di varie tipologie e con diverse modalità d’aggregazione, a testimonianza della grande capacità d’adattare le strutture alle esigenze dell’attività agricola e alle caratteristiche tecniche dei materiali costruttivi disponibili.
Sono di proprietà comunale, in genere ubicate al di sopra del limite della vegetazione arborea, oltre i 1800 metri di quota. Il complesso della malga è generalmente costituito da 3-4 edifici (Malga Lavedole):
Un altro importante elemento caratteristico della malga, in particolare nella zona Sud del Parco, è il (barech). Si tratta di un’area antistante il fabbricato, recintata con un muretto di sassi ammucchiati in modo irregolare, atta ad impedire l’allontanamento del bestiame. Il bàrech presenta un’unica apertura, dalla quale i bovini accedono a questa zona all’aperto, dove avvengono le operazioni di mungitura e dove il bestiame viene immesso per il pernottamento ed il ricovero temporaneo in caso di maltempo.
Sono gli edifici più frequenti e diffusi su tutto il territorio del Parco: costruiti a servizio delle stazioni di pascolo intermedie, i maggenghi, utilizzati in Primavera ed Autunno, caratterizzano il paesaggio agrario e vengono spesso indicati con il nome “baite”. La struttura portante è nella maggior parte dei casi completamente in pietra, scisti o granito, in funzione della maggiore o minore facilità di reperimento della stessa.
Generalmente di proprietà privata, in genere si sviluppano su due piani, con la stalla al piano terra, spesso seminterrata, ed il fienile al primo piano; una parte di esso è destinata a dormitorio e cucina. E’ presente anche una casèra e l’abbeveratoio. In alcuni casi il piano superiore presenta delle aperture, tamponate in tavole di larice o castagno disposte verticalmente. Tale tamponamento ligneo favorisce la ventilazione e quindi l’essiccazione del fieno. Le pareti esterne possono presentare immagini sacre sulle murature, incorniciate da pietre o inserite in piccole nicchie ricavate nelle murature perimetrali. Altri particolari costruttivi che contribuiscono a definire l’aspetto tipico di questi edifici sono:
Le singole baite sono talvolta affiancate ai baitelli (‘l baitèl), utilizzati per il ricovero degli animali e per la conservazione del latte. Questi fabbricati hanno dimensioni molto ridotte rispetto alle baite e sono tra i pochi esempi di edifici rurali a non avere subito consistenti trasformazioni o ristrutturazioni nel corso degli anni, risultando pertanto integri nelle loro caratteristiche costruttive. Uno splendido esempio è il Baitello di Valmazzone, la cui copertura è stata realizzata con imponenti lastre di granito, che rendono il fabbricato unico nel suo genere e di sicuro interesse architettonico.
Altro prezioso elemento, che ci consente di capire quanto è stata importante l’agricoltura nell’economia della Valle Camonica, sono i terrazzamenti. Importanti opere di bonifica e di sistemazione agraria dei terreni in pendenza, nati allo scopo di ricavare dalle pendici soleggiate spazi pianeggianti da coltivare con la vite o i cereali. Ancora oggi sono visibili gli splendidi e ordinati muri lineari, realizzati in pietre locali a secco e che caratterizzano ancora oggi il paesaggio agrario della parte inferiori delle pendici dei monti del Parco.
Leggi tutto …Architettura rurale