Rete Natura di Valle Camonica
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Una Guardia Ecologica Volontaria (GEV) è un cittadino che diventa guardia giurata volontaria a seguito di un corso e che svolge, senza compenso, un’attività volta alla tutela del territorio.
Una GEV mette il suo tempo e la sua passione per l’ambiente a disposizione delle istituzioni per coadiuvarle nella gestione dell’ambiente e del territorio: partecipa a censimenti, collabora con le autorità in caso di calamità naturali e insegna il rispetto dell’ambiente.
Attualmente le GEV che operano nella Regione Lombardia sono circa 3000. Prestano servizio in 58 enti organizzativi, suddivisi in 17 Parchi, 27 Comunità Montane, 10 Province e 4 Capoluoghi di Provincia. Dall’entrata in vigore della legge hanno seguito i corsi di formazione quasi 15.000 persone; la commissione regionale ha esaminato 8000 candidati, dichiarandone idonei circa 6300.
Il Servizio Volontario di Vigilanza Ecologica è stato istituito dalla legge regionale n°105 del 29 dicembre 1980 e oggi è normato dalla legge 28 Febbraio 2005 n°9 .
Il ruolo delle GEV fu inizialmente complesso e difficile da inquadrare, perché era la prima volta che un volontario veniva inserito nelle istituzioni per operare con funzionari e amministratori, autonomo e nello stesso tempo integrato con gli enti pubblici.
Una GEV deve avere la cittadinanza italiana e deve aver raggiunto la maggiore età. Non deve avere nessun carico pendente e nessuna condanna. Deve aver seguito un corso di formazione, aver superato un esame di idoneità, essere stato nominato guardia particolare giurata e in seguito guardia ecologica volontaria.
Il servizio di GEV in Valle Camonica venne istituito oltre venti anni or sono. Da allora ad oggi oltre un centinaio di cittadini si sono avvicendati in tale ruolo. Negli elenchi dell'Ente risultano operative GEV ordinarie (volontari che svolgono regolare servizio) e GEV onorarie (volontari che hanno un elevato numero di anni di servizio ordinario e che per raggiunti limiti di età continuano ad esercitare il loro ruolo, ma in veste ridotta).
Le attività principalmente svolte dalle GEV camune consistono in:
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L’Ente gestore del Parco Adamello è la Comunità Montana di Valle Camonica. Ciò avviene ai sensi della Legge Regionale n. 79 del 16 settembre 1983, istitutiva del Parco Adamello così come modificata e confermata dalla Legge di riordino delle aree protette lombarde – Legge Regionale n. 16 del 16 luglio 2007, (Testo unico delle leggi regionali in materia di istituzione di parchi).
Gli organi della Comunità Montana (Assemblea, Giunta Esecutiva, Presidente) sono gli stessi del Parco Adamello, sebbene un apposito regolamento (Deliberazione Assembelare n. 58 del 19 dicembre 1997) dia competenze propositive alla Assembela dei Sindaci dei 19 Comuni componenti il Parco.
All’interno dell’organizzazione della Comunità Montana è stato individuato un Servizio specifico che si occupa di tutti gli aspetti tecnici e amministrativi riguardanti la gestione dell’area protetta, denominato Servizio Parco Adamello.
Comuni coinvolti nel Parco dell'Adamello: Berzo Demo (circa l’86% del territorio è compreso nel Parco), Bienno, Braone (90%), Breno (87%), Cedegolo (95%), Ceto (91%), Cevo (100%), Cimbergo (98%), Edolo (61%), Incudine (44%), Malonno (6%), Niardo (89%), Paspardo (81%), Ponte di Legno (41%), Saviore dell’Adamello (100%), Sonico (91%), Temù (48%), Vezza d’Oglio (20%), Vione (26%).
Superficie: 51.000 ettari (510 km2)
Caratteristiche altimetriche: h min: 390 m slm – h max: 3539 m slm Regime di proprietà dei terreni: circa l’80% di proprietà pubblica (comunale e demaniale)
Sede degli uffici: Piazza Tassara, n. 3 – 25043 – Breno (BS)
Responsabile di Servizio: Dott. Agr. Guido Calvi
Viene pubblicato sulla rivista del Touring Club un progetto di “Parco Nazionale dell’Adamello”. Comincia il dibattito in Parlamento, che durerà parecchi decenni, accompagnato da una serie di proposte legislative riguardanti sempre l’istituzione di un Parco Nazionale, con lo scopo di tutelare i valori naturalistici e contemporaneamente istituire una grande area protetta nel centro delle Alpi, comprendente il Parco nazionale dello Stelvio e quello svizzero dell’Engadina.
Il versante trentino del massiccio adamellino diventa Parco Regionale dell’Adamello – Brenta. Si comincia a pensare a un Parco regionale anche per il versante lombardo, idea fortemente sostenuta dalle Associazioni ambientaliste e dalla Sezione del Club Alpino Italiano della Valle Camonica.
La Comunità Montana e la Provincia di Brescia si dichiarano favorevoli all’istituzione di un Parco Regionale dell’Adamello.
Hanno inizio i primi studi naturalistici, che portano all’istituzione del Parco dell’Adamello, con la Legge Regionale n. 79 del 16 settembre 1983.
A Breno, a cura del Consiglio Regionale lombardo di “Italia Nostra” e della Comunità Montana di Valle Camonica con il patrocinio di Regione Lombardia, si tiene il Convegno intitolato “Adamello un Parco per l’Europa”. Si riprende l’ipotesi di dar corpo ad una sorta di “federazione” tra le quattro Aree Protette contermini della Alpi centrali (Adamello, Adamello – Brenta, Stelvio e Engadina)
l’Assemblea della Comunità Montana di Valle Camonica assume in prima adozione il Piano Territoriale di Coordinamento del Parco Adamello (l’iter terminerà nel 1994)
Il 26 novembre 1993 a Milano, presenti Reinhold Messner quale padrino dell’iniziativa, il Ministro dell’Ambiente Valdo Spini, il Sottosegretario del Ministero dei lavori Pubblici Achille Cutrera e l’Assessore al territorio di Regione Lombardia Fiorello Cortiana, viene presentato il progetto “PEACE” acronimo di “Parco Europeo delle Alpi Centrali” dove viene ufficializzata la proposta di dar corpo ad un Parco europeo delle alpi Centrali.
La Regione Lombardia approva il Piano Territoriale di Coordinamento del Parco (D.G.R. n° 7/6632 del 29.10.2001).
Con la Legge Regionale n. 23 del 1 dicembre 2003, la Regione Lombardia istituisce il Parco Naturale dell’Adamello, al cui interno vigono le normative nazionali sulle Aree protette dettate dalla Legge del 6 dicembre 1991 n.394
La Comunità Montana di Valle Camonica adotta la Prima Variante al Piano Territoriale di Coordinamento del Parco
La Regione Lombardia, con D.G.R. 24 marzo 2005, n° 7/21201 (pubblicata sul BURL del 22 aprile 2005, 3° Supplemento straordinario al n° 16), approva la variante al Piano Territoriale del Parco, attualmente in vigore
L’Assemblea della Comunità montana di Valle Camonica adotta una nuova variante al PTC del Parco Adamello; a ottobre 2011 si chiuderà l’iter amministrativo locale con la presentazione della stessa a Regione Lombardia
Il 14 aprile 2011 a Villa Santi di Montagne (TN) viene sottoscritto il protocollo di intesa tra Parco Naturale Adamello Brenta e Parco Adamello lombardo con il quale si sanciscono unità di intenti e di collaborazione tra i due enti.
Via d’acceso per il Rifugio Garibaldi è raggiungibile prendendo la strada che porta all’omonima località tramite strada sterrata ed è percorribile anche da mezzi non fuoristrada (facendo attenzione). Sono disponibili 30 posti auto nei pressi dell’area pic-nic. È presente una fontana.
Si procede transitando sulla strada che porta in Val d’Avio fino ad arrivare in località Predazzo dove è presente un parcheggio con circa 10 posti auto ed una fontana. Accessibile in autonomia da visitatori con sedia a rotelle.